Che confusione questo mondo! Viviamo in un periodo storico in cui la confusione sembra regnare nella vita delle persone e nel business.

È sempre più difficile individuare le cose di valore, dando loro il giusto peso.
Siamo bombardati da una pletora di informazioni false o di poco conto ed è facile essere colti alla sprovvista, soprattutto quando desideriamo concentrarci su qualcosa di importante o su qualcuno che possa valer la pena ascoltare o, addirittura, studiare.

Un setaccio digitale contro le fake news

A volte penso che servirebbe un setaccio digitale in grado di filtrare per noi le informazioni vere e interessanti, perché è tremendamente difficile. La tecnologia dovrebbe creare un sistema di difesa personale da quel “rumore”, ormai assordante, che essa stessa contribuisce ad alimentare. Sembra però che il chiacchiericcio digitale e le fake news piacciano. Molti si preoccupano per quello che sta accadendo e agitano lo spettro di una deriva della nostra società. Peccato che nella storia i sistemi di deculturizzazione degli individui siano sempre esistiti e abbiano riscosso grandi successi.

Due errori comuni

Se utilizzata in un modo consapevole, la tecnologia può venirci in soccorso. Ma nell’accostarci ad essa dobbiamo sgombrare il campo da due errori molto comuni nel pensiero della gente: il primo è quello di credere che ci renda più evoluti dei nostri nonni; il secondo è di sperare che possa risolvere tutti i nostri problemi aziendali. Abbiamo dunque la necessità di usare la tecnologia in maniera sempre meno superficiale, altrimenti il rischio è di diventare ogni giorno più incompetenti, maleducati e privi di cultura.

Il valore umano

La mia è, in parte, una provocazione. In realtà vorrei spingervi a riflettere sul valore delle persone all’interno delle realtà aziendali. Le imprese non devono implementare software, crm, centralini voip e soluzioni in cloud semplicemente perché va di moda utilizzarli. Prima bisognerebbe porre il focus sul “materiale umano” e poi su quali strumenti sarebbe utile integrare per migliorare la qualità del lavoro.
Il professore universitario Alf Rehn ci viene incontro suggerendoci quattro valori su cui basare la propria realtà aziendale:

  • Rispetto
  • Reciprocità
  • Responsabilità
  • Riflessione

Se un’impresa riuscisse a rispettare tutti quei valori, allora l’implementazione di adeguate soluzioni informatiche rappresenterebbe un ottimo alleato per far alzare il livello delle soddisfazioni e dei profitti.
Occhio però, per raggiungere un obiettivo non sempre è necessario perseguirlo. Il traguardo finale potrebbe essere la conseguenza di una serie di risultati ottenuti grazie ad obiettivi intermedi più etici a cui puntavamo. Insomma, se desideriamo avere maggiori profitti, non dobbiamo pensare a guadagnare di più, bensì a lavorare meglio.